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Dopo il caso di San Felice del benaco, sembra che un'altro comune voglia privatizzare la sua acqua, per ora solo bocciando una mozione presentata dall'opposizione del PD; cosa da poco si potrebbe pensare ma questi sono i preamboli per privatizzare l'acqua.
Venerdi scorso il consiglio comunale di Palazzolo s/O ha bocciato una mozione che prevedeva il riconoscimento dell’acqua come bene comune. La maggioranza, insieme alla lista Impegno Civico per Palazzolo, ha votato contro. Palazzolo Cambia si è astenuta. Unici favorevoli i consiglieri del PD, promotori dell’iniziativa.
Che l’acqua sia un bene comune non lo dico io e non lo dice Palazzolo a 5 Stelle. Lo dice la natura. Il corpo umano è fatto per circa l’80% da acqua. Privarci dell’acqua sarebbe come privarci della nostra stessa sostanza e andare incontro alla non sopravvivenza.
La nostra maggioranza ha affermato, in ragione della sua bocciatura, che il decreto Ronchi prevede la privatizzazione solo della distribuzione dell’acqua e non del servizio, come se la distribuzione fosse cosa di minore conto. Nei paesi sottosviluppati povertà e scarsità di igiene si combattono proprio portando l’acqua corrente nelle case di chi non può permettersela. Toglierla per concederla solo a chi può sostenerne la distribuzione a domicilio rappresenterebbe un’involuzione sociale senza precedenti.
La nostra maggioranza ha inoltre affermato che l’introduzione della concorrenza privata sia un principio a favore dei cittadini. Mi domando il motivo di tanta sicurezza, quando l’unica cosa certa in tema di privatizzazione dei servizi è che la gestione privata, per sopravvivere, contrariamente a quella pubblica debba fare lucro. Già oggi si contano esempi negativi della gestione privata dell’acqua, come ad Arezzo ed Aprilia dove il fallimento della privatizzazione ha portato a rincari e disservizi tali da voler decidere di tornare alla totale ripubblicizzazione del servizio. Ad Arezzo è dal 1999 che l’acqua arriva nelle case privatizzata e che i cittadini pagano una delle tariffe piu’ alte d’Italia: circa 400 euro l’anno secondo il rapporto Blue Book 2009. Ad Aprilia, la privatizzazione dell’acqua è avvenuta nel 2002, dove la gestione del servizio idrico è stata messa a gara per formare una società mista pubblico privata (51% pubblico, 49% privato). Ebbene, una famiglia di Aprilia che consuma sui 190 metri cubi l’anno ha visto un aumento rispetto al 2004 del 110,8%. Per i commercianti gli aumenti sono stati enormi. Per esempio un ristorante che prima consumava 293 metri cubi ha visto un incremento del 512,43 %. Non va meglio a chi con l’acqua ci lavora: una lavanderia che consumava 470 metri cubi annui ha avuto un rincaro delle bollette del 403,59%.
Molti affermano che la privatizzazione dell’acqua porterebbe ad un minore spreco di questa risorsa. E’ vero, l’acqua è un bene prezioso e non si dovrebbe sprecare. Per questo motivo, come MoVimento, da tempo stiamo spingendo verso una politica contro gli sprechi delle risorse naturali: campagne educative e di sensibilizzazione, lotta agli sprechi degli acquedotti e nell’uso domestico, incentivi e sistemi di raccolta di acqua piovana, applicazione rigida e puntuale di leggi (ed effettive sanzioni) contro chi spreca. Privatizzando l’acqua e rendendola più cara non si è affatto certi che essa verrà meno sprecata, ma si è sicuri che chi avrà i soldi potrà sprecarne quanta ne vuole mentre chi non ne ha potrebbe restarne senza.
Come associazione non lasceremo passare la questione sotto silenzio ed organizzeremo una serie di iniziative (è già possibile iscriversi al gruppo facebook PALAZZOLO: GIU’ LE MANI DALL’ACQUA) per la riaffermazione del principio dell’acqua come diritto, attraverso il coinvolgimento di tutti i cittadini di Palazzolo e delle forze politiche che vorranno sostenerci in questa campagna e che invito sin da ora a mettersi in contatto con noi per un coordinamento delle azioni da intraprendere.
Estendo quest’invito anche a chi si è astenuto dall’esprimere voto favorevole o contrario alla mozione, ricordando che le battaglie per i diritti delle “parti deboli” della società acquistano un senso solo se inserite in un più ampio impegno verso la tutela dei diritti di tutte le fasce che ne hanno maggiormente bisogno, come quelle delle persone meno abbienti. Togliere un diritto pubblico per trasformarlo in un servizio privato non credo vada in questa direzione.
L’invito è aperto anche a chi ha votato contro tale mozione, a cui vorrei ricordare che, ove la questione sia delicata e controversa, anziché sottostare alla conta dei voti, occorrerebbe ricorrere a forme di decisioni partecipative che permettano di ascoltare il maggior numero possibile di cittadini. Il principio della democrazia non è la dittatura della maggioranza ma la ricerca di soluzioni che accolgano ogni minoranza e possano conciliare il governo politico con la propria coscienza.
Poi la bolletta dell'acqua la faccio pagare a quelli del consiglio comunale,proprio stasera ho scoperto(io sono tedesca,fiera!!!)ke in germania l'acqua non si paga nemmeno.I politici e i consiglieri comunali,invece di pensare come riempirsi sempre di piu il portafogli sulle teste di noi poveri e onesti(si spera)cittadini,non possono mettersi una volta tanto la mano sulla coscienza o è chiedere troppo????Vergognatevi anche solo di averlo pensato!!!Parola di un'onesta cittadina NON ITALIANA
belle le facce...complimenti per voler vendere un bene di tutti...sapete cosa propongo??se siete cosi sicuri signori della giunta..se per caso con la privatizazzione dovesse aumentare di un euro la spesa della bolletta sarete voi di tasca vostra a rimetterci la differenza..non con i soldi del comune ma con i vostri,, se siete cosi sicuro fate cio..sono sicuro che non avreste il coraggio...un bene pubblico non va venduto...
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