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Brescia e pianura Padana: diossina nei vegetali |
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Venerdì 30 Luglio 2010 14:37 |
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Nell'articolo precedente abbiamo mostrato come l'Italia sia tra i paesi industriali il più contaminato dalla diossina. Ora vediamo gli effetti biologici: l'Italia è anche il paese con la più elevata contaminazione nei tessuti vegetali: in media in Germania è il 25% in meno, in Francia ben il 40% in meno. (1) Ciò che maggiormente impressiona (come si vede nell'immagine) sono però i livelli massimi di diossina che si riscontrano in alcune aree:
- Brescia ha il valore assai elevato di 17 TEQ ng/g, che non trova analoghi in tutta l'europa occidentale (se non sulla costa orientale inglese; i valori più elevati in questa zona sono però dovuti alla maggiore deposizione di diossina dovuta al trasporto dei venti).
- Taranto guadagna ancora la maglia nera d'Europa: 38 TEQ ng/g è un livello di concentrazione assolutamente folle, che non ha praticamente eguali in tutta Europa, se non forse in qualche posto dell'Ucraina. La contaminazione tarantina si spande anche sulle province di Bari e Brindisi.
La contaminazione della diossina arriva ahimè ovunque, anche nei campi di chi non usa porcherie chimiche per coltivare i vegetali. Naturalmente la concentrazione di diossina aumenta negli animali di allevamento, dal momento che essa si deposita nel grasso.
Anche un solo inceneritore in Italia sarebbe già troppo. Non costruiamone altri!

(1) Fonte MSC East. L'unità di misura nelle mappe è picogrammi di diossina tetra equivalente per grammo di tessuto vegetale. La diossina in realtà non è una sola, ma è una legione di una ventina di composti, ciascuno con diversa tossicità ; per questo si esprime la concentrazione in "tetra equivalente", cioè nella concentrazione della specie di maggiore tossicità (TCDD).
I livelli di scala sono gli stessi in tutte le mappe.
da: Ecoalfabeta
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Ultimo aggiornamento Venerdì 30 Luglio 2010 14:38 |