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Premessa: Oggi vogliamo riportare questa notizia; però vogliamo analizzarla con un occhio critico, perché è così che si legge un giornale, come d’altronde quando si guarda la televisione. Ebbene, la notizia parla di un’iniziativa Milano - Brescia per la diffusione delle auto elettriche, cominciando da quelle pubbliche.
La riportiamo perché vogliamo sensibilizzare i lettori al rispetto dell'ambiente, rispetto che deve provenire da tutti noi e da tutte le nostre singole azioni quotidiane ma meglio ancora se le nostre amministrazioni pubbliche ci danno una mano.
Notiamo che ci sono diversi punti che non tornano in questa vicenda:
Primo Punto: sappiamo benissimo che questa è solo campagna elettorale, certamente non fatta dal giornale che la pubblicata ma dalle amministrazioni. Già in passato Formigoni (SI, quando si parla di Milano-Brescia la regione c'è sempre e quindi Formigoni) aveva parlato ai media di voler dare una svolta "verde" alle regione Lombardia (vedi articolo del Corriere sulla destra), ma alla fine si è fatto poco o nulla; ci chiediamo che cosa sarebbe accaduto se al Pirellone ci fossero state forze politiche più sensibili all'ambiente? Domanda provocatoria, ognuno può rispondere come meglio gli crede. Però è innegabile leggere come dal cilindro escano sempre queste notizie alla vigilia delle tornate elettorali, poi dette da un furbone che ai suoi elettori dice (SI AL NUCLEARE ma non in Lombardia)... se se ... allora ci crediamo poco !
Secondo Punto: Continuando a leggere l'articolo notiamo la nostra (scusate loro) A2A; ebbene, abbiamo già accennato cosa voglia fare questa azienda (leggi qui), quindi la domanda sorge spontanea: come può un' azienda pensare di costruire una centrale nucleare in Lombardia e poi pensare di gestire un parco di auto elettriche, ma ci tengono all'ambiente o è solo una questione di soldi?
E ancora ci viene il dubbio: non è che vogliano spingere i cittadini bresciani, milanesi e in seguito tutti i lombardi nell'acquisto di auto elettriche per avere il controllo sul rifornimento sostituendosi alle multinazionali del petrolio?
Ovviamente tutto questo con il bene placido dei nostri politici !
Un giorno si dirà: A2A azienda che ti dà energia per la tua casa e per la tua auto... tralasciando che questa energia verrà prodotta dalla centrale nucleare e dai tanti inceneritori sparsi per la regione.
Terzo Punto: Le macchine sono della Renault (automobili francesi), cosa c'entra? Il dubbio sorge spontaneo... Francia... Nucleare... non vi viene in mente nulla? Allora leggete questo articolo (I nani del Nucleare) forse siamo troppo sospettosi, ma ci sembra che ci stiamo legando troppo alla Francia, nazione che deve ESPORTARE nucleare, nazione come potete vedere in questo filmato (clicca qui) adesso si trova con grossi problemi legati all'utilizzo delle centrali nucleari.
Passi in avanti verso un' economia ECO-sostenibile sono ben auspicabili però NON CI SEMBRA LA STRADA GIUSTA, occorre essere sempre coerenti e non pensare solo al profitto.
Quindi per concludere: Ennesima campagna elettorale di Formigoni o dei compari del PDL (sindaci di Brescia e Milano, province fanno parte di questo partito), ennesimo fumo negli occhi o peggio ancora interesse di pochi (A2A - PDL - in questa notizia l'acconto per stabilire questo patto) noi postiamo ugualmente questa notizia ma con cautela.
Articolo di Natalia Danesi dal Bresciaoggi
L'ultima frontiera nel campo della mobilità sostenibile si chiama E-Moving e Brescia, insieme a Milano, sarà la prima città in Europa a sperimentarla. È stato lanciato ieri nel capoluogo lombardo, a palazzo Marino, il progetto che vede schierate le due municipalità insieme a A2A e all'alleanza Renault - Nissan. Il pilastro è l'automobile elettrica, a breve oggetto di un'innovativa sperimentazione della durata di circa un anno. Sessanta veicoli, tra berline e mezzi commerciali, saranno messi a disposizione di enti pubblici, aziende e privati per una sorta di test iniziale su strada. Contemporaneamente, A2A si occuperà dell'installazione di 200 colonnine a Milano e 70 a Brescia per la ricarica, storico scoglio per l'utilizzo dei mezzi elettrici. Nelle due città la realizzazione del progetto andrà esattamente di pari passo.
I VEICOLI. I primissimi test su una manciata di prototipi inizieranno nei mesi che precedono le ferie estive. L'obiettivo, in questa fase, è mettere alla prova la compatibilità tra i mezzi e le infrastrutture di ricarica. A settembre - ottobre arriveranno le automobili pre seriali, una sessantina, che inizieranno a circolare tra Brescia e Milano per il «real life test». I promotori intendono così testare le esigenze dei piloti oltre che i costi. Nel frattempo, è stata avviata in base all'interesse manifestato la selezione delle società pubbliche e private che parteciperanno al progetto pilota. Nella nostra città ovviamente A2A dovrebbe fare la parte del leone, anche sulla stregua dell'esperienza collezionata con il car pooling aziendale di Asm. I cittadini potranno invece candidarsi on line a partire dal mese prossimo. La flotta sarà costituita da 40 veicoli commerciali Renault Kangoo e 20 berline Renault Fluence.
I veicoli sono equipaggiati di batteria al litio e hanno un'autonomia di 160 chilometri. Sufficienti, è stato evidenziato ieri, per andare da Brescia a Milano senza bisogno di fermarsi. Solo per questa fase test, i 60 mezzi saranno concessi in locazione ad un canone approssimativo di 500 euro al mese comprensivo di manutenzione e assistenza stradale.Tra il 2011 e il 2012 potrebbe invece essere avviata la fase di commercializzazione più massiccia.
LA RICARICA. Brescia e Milano saranno, soprattutto, la prima città in Italia e in Europa ad avviare la realizzazione di una strutturata, completa ed innovativa rete di 270 punti di ricarica a supporto della mobilità elettrica. Ed è qui che entra in azione A2A. A Brescia sono destinate 70 colonnine. Saranno installate nei parcheggi ad uso pubblico (ad esempio quelli di Brescia Mobilità), nei parcheggi interni aziendali e sono previsti anche sistemi di ricarica a muro con presidi di sicurezza, vere e proprie «Charging station», da posizionare nelle abitazioni. Nello specifico, la ripartizione prevede la collocazione di 22 punti ricarica in luoghi pubblici, 24 in capo a Brescia Mobilità, 4 nelle abitazioni private e 20 nelle aziende. La mappadelle colonnine è in fase di definizione: lo studio dell'ubicazione è in corso e sarà effettuato soprattutto prendendo in considerazione i flussi di traffico. L'installazione, secondo i piani, sarà avviata nel mese di maggio.
I TEMPI. Inizialmente, ha spiegato il presidente del Consiglio di gestione Giuliano Zuccoli (leggi qui), sarà possibile solo una fornitura con potenza limitata e tempi lunghi di ricarica, tra le 6 e le 8 ore. In una fase successiva però, compatibilmente con alcuni aggiustamenti normativi allo studio, potranno essere utilizzate prese di ricarica rapida da 400 Volt che garantiranno un rifornimento in 20-30 minuti. Al termine della fase pilota A2A, sulla base dei risultati ottenuti e degli sviluppi del settore mobilità elettrica, valuterà l'opportunità di potenziare la rete di ricarica nelle due città che ospiteranno l'esperimento e di svilupparla eventualmente in altri capoluoghi lombardi.
I COSTI. La ricarica sarà da principio proposta ad una tariffa flat, molto conveniente, probabilmente da spendere con una speciale carta di credito. Solo successivamente - ha proseguito Zuccoli - si ipotizza l'applicazione di un software per contabilizzare l'energia consumata. Nell'ipotesi di una percorrenza media annua di 15mila chilometri, A2A stima che la spesa per la ricarica di energia sarà pari alla metà della spesa per il corrispondente consumo di gasolio.
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