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Con questo articolo vogliamo dare un'idea ai vari amministratori locali che stanno progettando nuovi quartieri cittadini, nel caso bresciano stiamo assistendo alla nascita di un quartiere come San Polino, dove emergono già numerose prolematiche che diventeranno ingestibili nei prossimi anni. Oltre a quelle che già tutti noi possiamo vedere passando, c'è ne sono altre, ben più gravi come abbiamo già descritto in vari articoli.
Ma con questo articolo non vogliamo parlare di San Polino ma dei "quartieri car free". (Vedere anche questo filmato di "Buongiorno Europa" della rai)
In Italia prospera la cultura della macchina di proprietà, ma sono tanti gli esempi in Europa e nel mondo dove si può vivere in città senza auto.
All’estero, infatti, crescono i quartieri “carfree” (letteralmente liberi da automobili) o a basso tasso di motorizzazione, dove al posto della ragnatela della rete stradale ci sono poche arterie con uso massiccio di mezzi pubblici, e al posto di infiniti parcheggi ci sono piste ciclabili, prati e percorsi alberati.
Legambiente (la nota lega ambientalista italiana) ha presentato due mesi fa il dossier "Costruire città senza auto", un dossier dove sono analizzati proprio i quartieri carfree già presenti nei paesi Europei che vanno dalla Germania all'Olanda. A Friburgo ad esempio, e precisamente nel distretto di Vauban che è composto da oltre 2.000 edifici, non esistono parcheggi liberi per le macchine; coloro che intendono utilizzare una vettura di proprietà, infatti, sono obbligati a pagare i costi infrastrutturali che la macchina richiede per il suo utilizzo.
Il distretto di Vauban, infatti, è la più grande comunità carfree tedesca, un quartiere di tremila persone delle quali metà non hanno l'auto e dove vige questa massima: "Meno auto significa una migliore qualità della vita". In Germania la tendenza è quella di incoraggiare la gente interessata ad una vita carfree a formare cooperative che progettino, costruiscano e facciano funzionare delle zone residenziali senz'auto. Chi partecipa a questi progetti crede fortemente in uno stile di vita carfree e cerca di mettere in pratica i propri ideali. L'obiettivo non è solo quello di risparmiare sui costi di un'automobile ed i relativi spazi sprecati, ma di costruire un senso di comunità e di attenzione per l'ambiente.
L'occasione del dossier è stata importante per conoscere queste realtà così vicine a noi, ma così lontane per la loro idea e realizzazione. E la lega ambientalista guarda attualmente alla "Milano Expo 2015" come un momento chiave per iniziare a programmare la costruzione di città sostenibili, con sempre meno spazio alle auto e più sviluppo dei mezzi di trasporto che coprono tutta l'area cittadina e che spingono quindi verso la mobilità ciclabile e pedonale.
Infatti Legambiente con questo dossier ha dato l'avvio al progetto "Green Life: costruiamo città sostenibili", affinchè anche in Italia si comincino a sperimentare nuovi modi di abitare e di vivere carfree, prevenendo la mobilità e sottraendo spazio all'auto privata in favore di mezzi di trasporto sostenibili.
Durante la presentazione del dossier è stata colta l'occasione anche per parlare di automobili dal punto di vista urbanistico e del consumo dello spazio cittadino con un esempio molto significativo:
"un posto auto misura 2X5 metri, ossia 10 mq. Ciò vuol dire che in una città come Milano per far posto alle 800mila auto che arrivano ogni giorno da fuori, più le 820mila auto di proprietà dei residenti, si sacrificano alla sosta oltre 16 milioni di metri quadrati, circa 2250 campi da calcio, quasi il 10% del territorio cittadino. Spazio destinato ad abitacoli privati che rimangono fermi per il 90% del tempo e che potrebbero invece essere destinati a spazi pubblici, più verde, marciapiedi più larghi. La soluzione non è costruire più parcheggi, ma farne meno e creare più alternative all'auto privata".
Per questo si auspica che l’Expo 2015 rappresenti un appuntamento dove, in un contesto di bassa motorizzazione, i visitatori possano muoversi senza l’utilizzo delle vetture di proprietà, in linea con le nuove tendenze a scala internazionale, e successivamente l'area destinata ai padiglioni venga convertita (dopo l'evento) nel primo nuovo quartiere italiano completamente carfree.
Milano, quindi, può diventare un laboratorio straordinario per realizzare esperienze urbane esemplari a livello nazionale ed internazionale. Inoltre il progetto Green Life prevede una mostra internazionale sugli eco-quartieri e le città europee che hanno intrapreso politiche avanzate dal punto di vista della sostenibilità. La mostra, che vuole essere un passo nella progettazione del futuro quartiere di Expo 2015 ed uno stimolo per la nascita di quartieri "sostenibili" in tutta Italia, aprirà i battenti nel febbraio 2010.
Arch. Lorenzo Margiotta
ESEMPIO IN OLANDA
In Olanda è da più di un decennio che i criteri di sviluppo sostenibile vengono applicati al campo dell’urbanistica e dell’edilizia e sono molti i progetti eco realizzati a partire dal recupero di vecchie aree dismesse che hanno reso le città più verdi e vivibili. Il quartiere GWL è uno di questi perché nasce dal recupero di un’area industriale precedentemente occupata da un’azienda dell’acquedotto, all’interno della quale è stato creato un ampio spazio verde e sono state sperimentate una serie di alternative al trasporto veicolare privato. La particolarità dell’area è che, seppure estesa, è stata progettata in modo da essere car-free, cioè libera dalle automobili. La scelta, oltre che per motivazioni ambientali, deriva anche da considerazioni di tipo economico: l’alta qualità ambientale, infatti, rende il quartiere più attraente agli occhi delle famiglie più agiate che altrimenti non si sarebbero trasferite in una zona precedentemente nota per essere tra le più povere della città. All’estremità ovest del quartiere sono stati predisposti circa 110 posti auto per i residenti, sufficienti per appena il 20% di loro ai quali tra l’altro, è vietato parcheggiare nei quartieri limitrofi, cosa che ha spinto il 57% degli abitanti a rinunciare a possedere un’automobile, convinti anche dall’ottima rete di trasporti pubblici e dalla posizione strategica del quartiere, distante solo 2,5 km dalla stazione centrale. Nel GWL la media è di 4 biciclette ogni 3 abitanti, il 39% dei residenti possiede un abbonamento ai trasporti pubblici ed il 10% aderisce ad un programma di car sharing.
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